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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di amministratore (del 07/02/2011 @ 19:28:59, in Articoli, linkato 1626 volte)
L'esempio di Paglia

Egregio direttore, ho tardato qualche giorno perché indeciso se inviarle queste poche righe per esprimere il mio parere sulle considerazioni fatte il 17 gennaio da Romano Biacchi, lungi da me la volontà di polemizzare, né di ergermi a difensore dell'onorevole Gianfranco Paglia , non ne ha bisogno, per lui parlano i fatti.

Nel 1994 l'allora sottotenente Paglia in forza alla Folgore fu inviato nell'operazione Ibis in Somalia, in uno scontro a fuoco al ceck-point Pasta. Seppur ferito gravemente continuò l'azione salvando la vita di alcuni suoi commilitoni. Per quella azione, che lo costringe in carrozzina per tutta la vita. Fu insignito della più alta onorificenza, la Medaglia d'oro al Valor militare.

Tolta la divisa, decise di servire in altro modo il Paese, si candidò nelle liste di Gianfranco Fini, fu subito eletto e con la stessa determinazione di quando indossava la divisa, iniziò il suo impegno civile.

Bene, «che c'azzecca», direbbe il Tonino nazionale, con tutto ciò la tragedia di Nassirija? Cosa c'entra la disgrazia della Meloria? Cosa c'entra la bandiera rossa? Ancora una volta la scelta fatta dall'onorevole Paglia di schierarsi con Fini è la più difficile, sarebbe stato più comodo rimanere nel «gregge dei garantiti ».

Non ha ceduto alle lusinghe del potere e si è rimesso in gioco.

Veda, egregio direttore, il nostro è un Paese strano in cui alcuni dei nostri giovani vengono inviati in tutte le parti del mondo per difenderci dal terrorismo, per salvaguardare la loro e la nostra libertà, per rendere più forte la democrazia. Purtroppo, 36 di loro sono caduti nell'adempimento del loro dovere, ma sono sicuro che sono volati in quell'angolo di cielo riservato agli eroi.

Mentre succede questo, altri giovani (tutti di sesso femminile e tassativamente belle) vengono invitate in lussuose ville per fare il bunga bunga ed altro... Ma da quale parte si doveva schierare il maggiore onorevole Paglia se non dalla parte della Folgore, degli Alpini, con tutti gli Italiani che quotidianamente adempiono al loro dovere senza nulla chiedere al potente di turno.

Germano Folli
Parma, 24 gennaio
 
Di amministratore (del 17/03/2011 @ 15:59:23, in Articoli, linkato 1165 volte)
"FACCIAMOLA DIVENTARE FESTA FISSA DEL CALENDARIO"
GIANFRANCO PAGLIA: L’ITALIA NE HA BISOGNO PER RICORDARE LE RADICI DI UN’APPARTENENZA

di Valter Delle Donne

ROMA. «Vedo una grande partecipazione tra la gente. Si potrebbe fare in modo che la ricorrenza diventi un appuntamento fisso, una data come il 2 giugno. Sarebbe un modo di rinnovare il senso e le ragioni di essere italiani». Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare e deputato di Futuro e libertà, bada all’essenziale. Con la sua biografia potrebbe permettersi il lusso della retorica. Tra i pochissimi italiani viventi a vantare una fiction tv sulla sua biografia, oggi l’eroe di Mogadiscio potrebbe prendersela con i leghisti che non partecipano alle celebrazioni, che hanno scelto di andare al bar pur di non ascoltare l’inno di Mameli. Potrebbe permettersi anche di bacchettarli, di gridare «vergogna ». Non è il suo stile.

■ Maggiore Paglia, non la indigna sapere che quelli del Carroccio fanno di tutto per evitare le celebrazioni?
Vuole sapere come la penso? Io in privato con i deputati della Lega ci parlo. Quando non ci sono in giro telecamere o giornalisti nessuno parla di secessione, anzi.

■ Questo è uno scoop. Anche i parlamentari leghisti sono patriottici?
Ci sono colleghi della Lega che hanno indossato l’uniforme, non posso immaginare che non si sentano fieri di essere italiani esattamente come noi.

■ Intanto gli uomini di Bossi non festeggiano e fanno di tutto per evitare le celebrazioni. Non è mortificante per il nostro Paese?
Una polemica che ingigantiscono in maniera autolesionistica. Lo fa qualche dirigente leghista per avere il titolo sui giornali. Sono stato nove mesi in Veneto per le mie terapie e le posso garantire che non c’era nessuno che manifestava sentimenti anti-italiani. Se Bossi e Calderoli fanno quelle sparate, peggio per loro, secondo me anziché guadagnare voti li perdono.

■ Se pensa a queste celebrazioni chi le viene in mente?
Ai ragazzi della spedizione dei mille, per la maggior parte giovani proprio del Nord. Agli ultimi, dal contadino sconosciuto che avrà contribuito all’unità d’Italia offrendo da mangiare ai garibaldini agli eroi civili dei nostri centocinquant’anni di storia.

■ Eroi come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino o Giorgio Ambrosoli?
Esattamente. Persone che hanno sacrificato la vita per un ideale. Dal più noto all’ italiano destinato a restare anonimo.

■ Il centro di Roma è imbandierato a festa. Una cosa del genere prima succedeva solo per le partite della Nazionale.
È vero, ha ragione. Ma è un fatto di mentalità. In questo abbiamo tanto da imparare gli americani. Se va in America, ogni tanto vede una bandiera a stelle e strisce esposta. Segno che quella è la casa di un reduce di guerra.

■ Un segno di appartenenza...
C’è bisogno anche di quello. Fuori dalla finestra mio padre il tricolore lo tiene esposto da anni.

■ Mentre i leghisti disertano le celebrazioni, nel mondo dello spettacolo e della cultura c’è un fermento di attività senza precedenti. Le sono piaciuti i discorsi di Benigni e Saviano?
Ho apprezzato entrambi: Benigni con la sua estrosità mi ha coinvolto emotivamente, Saviano con la forza della sua parola. Ma mi permetta di citare l’intervento del presidente Giorgio Napolitano, in questo momento rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutti noi.

■ E il riferimento rappresentato dal premier?
Vive un momento difficile. A 75 anni si trova coinvolto in situazioni che, se accertate, danno il senso di una persona che ha bisogno d’aiuto. Quello che leggo sui giornali mi ispira un sentimento di tenerezza.

■ Provava tenerezza anche quando le è arrivata l’accusa di essere un traditore perché aveva scelto di rimanere con Gianfranco Fini?
La campagna di “Libero” mi ha ferito, ma ho avuto modo di replicare e considero la questione chiusa lì.

■ Con Silvio Berlusconi ha avuto modo di parlare?
La prima e ultima volta prima del voto di fiducia del 14 dicembre. Gli ho detto quello che non condividevo, con molta franchezza. Su alcuni aspetti mi ha dato ragione, su altri non ha capito. Ciò che è accaduto dopo, lo sanno tutti.

■ Tante volte c’è la metafora negativa, si dice: questo partito non è una caserma. Come a dire che c’è democrazia interna. Lei che conosce entrambe le realtà condivide questa immagine?
In caserma quando fai una fesseria c’è sempre un commilitone che ti dà un rimprovero o un consiglio. Berlusconi in questi ultimi tempi l’avrà avuto qualcuno che gli ha detto: «Silvio, che stai facendo?». Ogni tanto me lo domando.

■ Un ultimo pensiero, per gli italiani che celebrano questa ricorrenza nelle missioni militari all’estero.
Per me non è l’ultimo, è il primo pensiero. Starò con il cellulare acceso h24. Ho tanti amici nella Folgore che in queste ore sono in Afghanistan. Lì la situazione è molto calda e c’è poco da festeggiare, ma è il loro lavoro e ne sono coscienti.
 
Di amministratore (del 24/03/2011 @ 15:41:34, in Articoli, linkato 1356 volte)
"Napoli la più esposta nel Mediterraneo. Rischio terrorismo? Simile ad altre città"
Paglia, deputato medaglia d’oro: nessun allarmismo anche se è chiaro che l'attenzione dev'essere più alta

NAPOLI — «Nessun allarmismo. Napoli sarà esposta, eventualmente, al rischio di ritorsione terroristica allo stesso modo di tutte le altre città dei paesi coinvolti nelle operazioni della sponda sud del Mediterraneo. In più, essendo sede di comando, l’attenzione su Napoli sarà certamente più elevata». Per il deputato di Futuro e Libertà, componente della commissione Difesa di Montecitorio e maggiore dell’Esercito, Gianfranco Paglia soprattutto medaglia d’oro valor militare dopo essere rimasto gravemente ferito nella battaglia del pastificio di Mogadiscio il 2 luglio 1993) «occorre soltanto sperare che la situazione libica possa al più presto definirsi per il meglio».

- Paglia, tuttavia siamo ancora in una fase di profonda incertezza per quanto riguarda gli scenari che potrebbero aprirsi nel Mediterraneo. E Napoli resta un luogo altamente strategico anche per eventuali ritorsioni terroristiche.
«I napoletani sono svegli! Inoltre, il livello di attenzione della nostra intelligence è altissimo. Insomma, possiamo stare tranquilli. Non si può affermare che fa piacere quanto riconosciuto all’Italia, con l’assegnazione del ruolo di coordinamento delle attività di pattugliamento nel Mediterraneo. Ma non sarebbe stato più incoraggiante sottostare alle mire e alla volontà esibite, finora, dai francesi. Non è nemmeno il momento di far polemica sul trattato firmato alcuni mesi fa con la Libia di Gheddafi, anche se, prima o poi, meriterebbe qualche riflessione seria. Ma, ripeto, non credo vi siano rischi aggiuntivi per Napoli. Poi, occorrerà verificare cosa accadrà nei prossimi mesi».

- Quale prospettiva ipotizza?
«Io continuo a sperare in una evoluzione politica, nel dialogo. Ma le condizioni attuali portano a prevedere altri scenari» .

- Quali?
«Tutte le missioni militari partite con i bombardamenti hanno avuto una coda, piuttosto lunga, di operazioni via terra, magari guidate direttamente dall’Onu. Stavolta si può auspicare una collaborazione con la Lega Araba, anche se all’interno di quest’ultimo organismo restano tracce evidenti di divergenze politiche» .

- Ora la Campania potrebbe accogliere migliaia di rifugiati. Tra di essi potrebbero nascondersi dei terroristi?
«Dall’informativa del Governo è stato confermato che finora non è arrivato neanche un cittadino libico sulle nostre coste. A mio parere occorrerebbe evitare allarmismi: durante la guerra nella ex Jugoslavia circa 800 mila profughi hanno invaso l’Occidente europeo. La stessa cosa è avvenuta durante la Guerra del Golfo. Sarebbe meglio capire su quali indicatori si fondano tali prospettive apocalittiche» .

- Ma stavolta il flusso migratorio arriverebbe dal Nord Africa. Non crede sia diverso?
«È ovvio che bisogna considerare sempre l’imprevedibilità di alcune ipotesi: i servizi inglesi hanno fornito informazioni su alcune conversazioni telefoniche. Ma neanche la nostra intelligence sta a guardare. Il terrorismo va combattuto, non temuto e basta» .

- Napoli torna strategica e centrale nelle operazioni militari internazionali. Eppure, soltanto qualche tempo fa correva voce che le basi Nato potessero essere smantellate o ridimensionate. È già tutto cambiato?
«Ritengo proprio di sì. Gli Stati Uniti e la Nato non possono fare a meno di Napoli. Il Mediterraneo è oggi una delle aree più calde del mondo» .

- L ’ex ministro degli esteri, De Michelis, ha lanciato un altro allarme: ha detto che focolai di rivolte popolari potrebbero presentarsi anche in alcune aree della Campania, dove il reddito pro-capite è più basso che in Libia o in Egitto. È così?
«Non credo si possano confondere gli effetti della crisi economica vissuti pesantemente nelle famiglie italiane con la condizione di ristrettezza democratica e di oggettiva e diffusa povertà delle popolazioni maghrebine. I campani sanno affrontare le sofferenze e sanno, soprattutto, rimboccarsi le maniche nei momenti di difficoltà».
 
Di amministratore (del 28/03/2011 @ 10:54:54, in Articoli, linkato 990 volte)

Intervista per LiberaMente

Sottotenente paracadutista ha partecipato alla missione UNOSOM II in Somalia. Nella battaglia del pastificio (Mogadiscio, 2 luglio 1993) è stato gravemente ferito e ha perso l'uso delle gambe. Per il suo comportamento ha ricevuto la medaglia d'oro al valor militare. Nonostante l'invalidità ha continuato a prestare servizio nell'Esercito presso il Comando Brigata bersaglieri “Garibaldi”; attualmente (2008) riveste il grado di maggiore.

Nel 2008 si è presentato alle elezioni politiche per la Camera dei deputati nel collegio Campania 1, risultando eletto per il Popolo della Libertà. Membro della commissione Difesa, nell'agosto del 2010 aderisce insieme ai finiani al gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia.

La sua storia ha ispirato la fiction Le ali, trasmessa su Rai 1 il 9 novembre 2008.

- Buongiorno On. Paglia, mi consenta una “domanda di rito”, si sente un militare prestato alla politica o viceversa?

Certamente un militare prestato alla politica, non potrebbe essere altrimenti avendo io vestito la divisa appena terminati gli studi.

- Quanto ha inciso la sua vicenda personale sulle scelte politiche?

Se per vicenda personale intende la mia amicizia con Fini, è indubbio che abbia il suo peso ma non è tutto: condivido il progetto e gli ideali che ritengo fondamentali per operare una scelta.

- Qual è il suo rapporto con Fini?

Il mio rapporto con il Presidente Fini nasce molti anni fa, il tutto al di fuori della politica ma come rapporto di stima reciproca.

- Come mai è finito l’idillio di Fini con Berlusconi?

La mia è ovviamente una visione del tutto personale, ritengo che ci si aspettasse la nascita di un grande partito di centrodestra europeo, ma con tutti i canoni di una struttura liberale e democratica. Nel momento in cui si poteva sanare la frattura, credo vi sia stato chi ha preferito dare suggerimenti errati invece di cercare di mediare.

- Quale strada ha imboccato la nostra classe politica in ambito nazionale? …….. ed internazionale…..?

Una brutta strada in entrambi gli ambiti, preferirei meno personalizzazioni e maggiore attenzione ai problemi della gente comune.

- Da più parti si parla di riforma elettorale….. ma chi realmente la vuole?

Ritengo si tratti di una cosa di cui veramente se ne parla tanto, in sostanza non si muove una foglia.

- Riforma della giustizia… ridurrà realmente i tempi dei processi senza intaccare la certezza della pena?

Porrei questa domanda alla gente comune e ritengo di conoscere la risposta: ma perché ora esiste la certezza della pena?

- Napoli e meridione, questione rifiuti….. criminalità e/o cattivo governo delle istituzioni… qual’è la verità?

Veda, che la criminalità si sia infiltrata nell’organizzazione sociale è indubbio. Cominciamo a fare pulizia in politica, solo così potremo avere una classe dirigente realmente rivolta alla soluzione dei problemi.

- Andreotti ha detto “non basta avere ragione, bisogna avere anche qualcuno che te la dia……” in politica è così?

Se si è convinti di essere nel giusto certamente ci sarà chi la pensa come te: non bisogna operare in cerca di consensi ma viceversa ottenerli operando nel giusto.

- Cosa ha significato per Lei il 150 anniversario dell’unità d’Italia?

Significa ricordare e onorare quanti si sono battuti e hanno dato la vita per un giusto ideale di cui noi ne godiamo i frutti.

- Questione Libia….il “pacifismo padano” è stato dettato dal timore di un’invasione di profughi o dagli interessi italiani in gioco?

Credo siano in gioco entrambe le cose da lei citate, ma modificherei la parola profughi con clandestini: i profughi non devono essere visti come un pericolo.

- …la maggioranza ha fornito diversi “distinguo” sull’intervento in Libia …. colpa dei diversi dialetti…

Forse se ci fosse stata una decisione netta fin dall’inizio, non si sarebbero notati i differenti”dialetti”.

- Facciamo gossip: il politico più intelligente, quello più antipatico ed il più preparato?

Sarebbe riduttivo indicare un solo personaggio per categoria, preferirei fare un personale profilo. Intelligente: chi riesce a mettere a disposizione della politica la sua esperienza maturata in precedenza. Antipatico: chi è sempre contro tutto e tutti, come direbbe Totò “a prescindere”. Preparato: ovviamente chi nasce politico, ne conosce tutte le sfaccettature e le storture.

- Futuro e Libertà per l’Italia… Il centrodestra, il centro ed il centrosinistra ...

Ci sono tante cose che si condividono, altre che differenziano: non siamo più alla politica di venti anni fa, dove vi erano nemici, ora vi sono solo avversari… tranne sporadici casi.

- Militare , politico italiano, medaglia d’oro al valor militare ed attore….. quale esperienza ritiene la più esaltante?

Quella militare, anche se in giacca e cravatta porto sempre la mimetica sotto.

Grazie Onorevole Paglia, è stato piacevole pomeriggio, parlare LIBERAmente della Nostra Italia, chiudiamo formulandole l’invito di venire a conoscere al più presto questi splendidi luoghi.

………. ad maiora

Peppino Scarano

 
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