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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Tassare i risarcimenti alle medaglie militari è un controsenso

di Duccio Rugani

Le chiamate in aumento alla Gdf per segnalare potenziali evasori crescono. La vita si fa dura per i furbetti che ora non possono più contare su atti omissivi e sodali di chi vuol vivere tranquillo. Ed il Governo continua la sua lotta all’evasione. A breve potrebbero esserci importanti nuove dalla Svizzera, ma nel frattempo, purtroppo, lo Stato continua a scivolare su bucce di banana che ne minano la credibilità. Nel senso che vorrebbe apparire giusto e rigoroso, ma in realtà i funzionari dell’apparato chiappano quello che vedono e quello che possono. Che di solito è a spese dei soliti oppure di quelli che direttamente dall’apparato dipendono per i propri bisogni. Sui casi di invalidità, ogni 2-3 giorni ci fa piacere sapere che è stato arrestato chi cieco e sordo non era, ma la mia personale speranza è che il nostro Welfare finisca al più presto quello che ha cominciato. Che è penoso ed umiliante per chi ne è fatto oggetto. Ad esempio per trovare i falsi invalidi si è chiesto a tutti i destinatari di pensione di provare il loro handicap che non è cosa affatto bella. E in questa materia siamo andati a ricadere su un buon numero di coloro che questa pensione la debbono ai servigi per la Patria e la bandiera italiana. Gli sherpa di Monti li assimilano a pensionati comuni e ne tassano le rendite; li costringono cioè ad abbassare quel livello di vita che loro competeva per aver dato se stessi, o parti di se stessi, all’Italia. Mi spiego. Domani Tiziano Chierotti di Arma di Taggia, alpino della Taurinense, deceduto dopo un agguato nel distretto di Bakwa in Afghanistan, sarà accolto con gli onori militari a Ciampino; le telecamere Rai riprenderanno l’evento che poi sarà riproposto nel salotti televisivi del pomeriggio con la messa solenne nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Chi vorrà seguire queste trasmissioni, senz’altro si renderà conto che nessuno dei familiari di Chierotti sta pensando alla pensione che riceverà, ma il nostro stesso Stato che ne solennizza il sacrificio alla Patria è già pronto a calcolarne le riprese Irpef. Su diverse sponde del Parlamento fioriscono le reazioni. Segnaliamo un atto di onore da Caserta di Gianfranco Paglia, parlamentare di Fli, eroe ed invalido egli stesso, che annuncia le sue dimissioni da Montecitorio se la legge di stabilità tasserà queste figure di cittadini; segnaliamo la presa di posizione della Lucchese Cecilia Carmassi e della padovana Margherita Miotto, entrambe del Partito Democratico che sostengono come lo Stato non possa tassare chi viene semplicemente risarcito.

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Corriere Nazionale
 
L'On. Paglia sulla tassazione delle pensioni di guerra

Che la crisi globale abbia stravolto gli equilibri e le categorie di pensiero dell'intero mondo occidentale, ci sta tutto; ma che, con la frenesia di battere cassa, si arrivi al parossismo di tassare le pensioni dei reduci di guerra, allora si sfiora il grottesco. Io non credo che questo provvedimento salvi le disastrate finanze della nostra Nazione. Né penso che poche centinaia di famiglie cambino gli equilibri di un patto di stabilità. Vorrei ricordare, a chi lo avesse dimenticato, che coloro che hanno perso i propri cari farebbero volentieri a meno di questo risarcimento che, proprio per la sua natura, è un atto dovuto di una Nazione nei confronti di coloro che hanno dato tutto in nome di un Dovere che viene ora rinnegato.  Che paese è quello che dimentica i diritti di coloro che lo hanno servito fino all'estremo sacrificio e, poi, che immagine possiamo dare a delle persone che, sempre in nome di questo dovere, hanno perso più di quanto sia immaginabile per chiunque!?  Non so a chi possa essere venuto in mente una cosa simile ma di certo so che faremmo volentieri a meno del risarcimento pur di riavere quanto abbiamo perso, senza per nulla rinnegare quanto abbiamo fatto e quanto ci è costato. Personalmente ho sempre servito la mia Patria con Lealtà ed Onore e, di certo, accada quel che accada continueró a farlo. Ma qui non c'è onore, non c'è giustizia né equità. Con quale coraggio si continuerà a mandare i nostri uomini a rischiare la vita o di subire delle ferite gravissime se, poi, non abbiamo rispetto per loro? Questo non è più un problema politico, è, piuttosto, una questione etica. Un'etica che una Nazione deve avere nel momento in cui manda i suoi figli a rischiare una vita per difendere i propri diritti nazionali. A noi esseri umani è concesso sbagliare, ad uno Stato chiediamo di essere migliore di quanto noi singoli individui riusciamo ad essere. Io spero, con tutto il cuore, che il Ministro della Difesa, Ammiraglio Di Paola, prenda una posizione netta di distacco da questo provvedimento, spero che il Presidente Monti si renda conto del grave errore che sta commettendo. Di certo, pur continuando a sostenere questa politica del rigore, questa volta difenderò la giustizia ed il diritto di chi ha perso tanto, di non subire questo schiaffo alla propria dignità. Il compito di un burocrate è di lavorare con i numeri ma senza dimenticare che dietro quel freddo calcolo vi sono storie di uomini e donne che con il loro sacrificio hanno permesso a tutti noi di vivere in uno stato libero e democratico. Costi quel che costi io voterò contro questa ingiustizia.
 
Afghanistan solo andata - un documento di storia italiana

Nella prestigiosa  Libreria Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano è stato presentato l’atteso libro di GIAN  MICALESSIN,  scrittore e reporter di  guerra , dal titolo "AFGANISTAN SOLO ANDATA". A presentare il libro  l’autore e  la nota giornalista  e inviata del Tg 1, Monica Maggiori, autrice di molti servizii in  Afganistan e in altri paesi al seguito delle nostre truppe. La presenza della  M.O.V. M   Magg. parà Gianfranco Paglia,  con i suoi interventi, ha dato ancor più lustro  all’evento.
Il libro racconta otto storie di nostri militari, per meglio capire chi sono i nostri soldati impegnati nel paese degli aquiloni, qual è la loro missione, perché hanno scelto il mestiere delle armi. Storie di cui nessuno parla più, ma che si sono lasciati alle spalle amici e famiglie, con la loro irrimediabile perdita. Presente anche la M.B.V.M. parà Massimiliano Zaniolo, compagno di Paglia nei combattimenti  in Somalia, con la gentile consorte ed  il piccolo ”Folgorino “ di solo un mese.
 
Lettera a "Il Mattino", per il rientro della Brigata Bersaglieri Garibaldi dalla missione Isaf in Afghanistan

Grazie.
Ancora una volta ci avete reso orgogliosi di essere Italiani.
Grazie, perchè ancora una volta avete dimostrato al mondo intero quanto grande sia l'amore per la Patria  e quanto siete considerati non solo per la Vostra capacità e professionalità ma, anche per l'umanità che sapete dimostrare ogni volta che siete impegnati in missioni estere.
Esistono altri Eserciti che hanno grandi doti e capacità ma, nessuno riesce ad entrare nel cuore di genti lontane, spesso martoriate dalla sofferenza, come Voi.
Fin dal primo giorno che ho intrapreso la carriera militare mi sono sentito onorato di appartenere all'Esercito di questa grande Nazione che è l'Italia.
Come me siete pronti alla guerra ma amate la Pace. Per questo motivo, sono certo, avendolo sperimentato sulla mia pelle, che per Voi, missione umanitaria significa davvero aiutare gli altri, difendere la democrazia ed il diritto dei Popoli ad essere liberi, lottare, a qualsiasi costo, per preservare la pace nel mondo.
Se nostro Signore mi desse la possibiltà di nascere una seconda volta, io sceglierei di ritornare a vivere in questa nostra Italia indossando la divisa della Nazione che amo.
Grazie, per avermi reso ogni volta orgoglioso di appartenere a quella grande Famiglia che è l'Esercito Italiano. Ed il nostro pensiero non può non andare a tutti i militari che, adempiendo al loro dovere, hanno perso la vita.
Tutti noi sappiamo che la nostra missione può comportare dei rischi elevatissimi e spesso è capitato a me come a Voi di perdere degli amici che rappresentavano una parte importante della nostra vita. Nonostante questo, sentiamo il dovere di continuare a difendere nel mondo i valori della democrazia, della pace e della libertà. Ed è da esempi come questi che la nostra Nazione può e deve trovare la forza per ripartire. Ognuno di noi è chiamato a compiere un dovere, qualsiasi mansione esso svolga, ed è proprio in momenti difficili che  si vede la capacitá di un Popolo di gettare il cuore oltre l' ostacolo. Così come fate voi, ogni giorno, adoperandovi con lo stesso spirito di sacrificio non solo nelle missioni estere ma anche lavorando nei servizi civili per aiutare i paesi colpiti da catastrofi e per difendere la sicurezza dei territori. Facendo capire a tutti quanto sia importante credere e combattere in nome di un ideale.
Grazie e bentornati a casa!

Gianfranco Paglia
 
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