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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di amministratore (del 13/02/2011 @ 18:34:16, in Interventi, linkato 1102 volte)
FLI: PAGLIA, POLITICA ATTUALE NON MERITA SACRIFICIO NOSTRI MILITARI -
"A FINI CHIEDO CHE NOSTRO SEME SIA DI DESTRA"

Rho-Pero (Milano), 13 feb. (Adnkronos) - "La parte piu' bella dell'Italia sono i nostri ragazzi che indossano l'uniforme perche' rappresentano la Patria, la Nazione". E' quanto ha affermato Gianfranco Paglia, medaglia al valor militare, nel suo intervento all'assemblea costituente di Fli in corso a Milano. Ma quando "vedi questa ragazzi rientrare in una bara circondata dal Tricolore e ci si rende conto che ad attenderli ci sono persone che sono li' solo perche' lo prevede il protocollo, allora mi domando se la classe politica attuale meriti il sacrificio dei nostri ragazzi".

Paglia ha quindi puntato il dito anche su chi "mette in dubbio se sia il caso di festeggiare l'Unita' d'Italia". Paglia ha poi spiegato che "non tradiro' mai Fini, pero' a Gianfranco chiedo una cosa, che il seme che lui vuole lanciare per una nuova primavera sia un seme di destra, seme che rappresenti i nostri valori", ha concluso Paglia

(Cri-Dra/Ct/Adnkronos) 13-FEB-11 12:50


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Di amministratore (del 16/02/2011 @ 10:43:23, in Interventi, linkato 1283 volte)

Intervento alla Camera sulla richiesta di rientro dei nostri soldati dall'Afghanistan, presentata da IDV

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO PAGLIA. Signor Presidente, sinceramente sono un po' in imbarazzo a parlare oggi di Afghanistan perché veramente credo di non aver capito nulla. Come è possibile che in una situazione in cui un Governo dovrebbe dimostrarsi unito, maggioranza e opposizioni unite su un tema così importante, si possa presentare una mozione dove si chiede il ritiro immediato dei nostri soldati?

Si potrebbe parlare per ore dell'Afghanistan e di cosa stanno facendo lì i nostri soldati. Stanno garantendo la governabilità (adesso ci sono un Parlamento e un Governo), la sicurezza (ci sono tante zone dell'Afghanistan dove oggi è possibile riuscire ad avere una vita normale), la ricostruzione (già dal 2006 ci sono circa 140 progetti fatti dal nostro contingente, per non parlare poi degli aiuti umanitari e delle missioni sanitarie che vengono svolte giorno per giorno in tutta la zona afgana).

Quindi, voglio vedere positivo e pensare che l'Italia dei Valori abbia presentato questa mozione pensando di fare del bene e che i nostri soldati vogliano tornare a casa. Tuttavia, voglio far capire loro che questo è un segno di grande debolezza. L'ho già detto in quest'Aula: la storia ci insegna che scappare da queste missioni è controproducente. A Mogadiscio in Somalia abbiamo fatto esattamente la stessa cosa: dopo due anni e mezzo di missione l'abbiamo abbandonata. Cento morti e oggi è la più grossa base terroristica del mondo.

Nella ex Jugoslavia siamo presenti dal 1995 e oggi è possibile andare lì a fare il turista. In Kosovo siamo dal 1999 e oggi è possibile andare lì a fare i turisti. In Libano siamo dal 2007 e oggi è possibile fare i turisti. L'Iraq è stato, invece, abbandonato e sinceramente non consiglio a nessuno di voi di andare a Baghdad perché è poco «igienico».

Quindi, inviterei tutti ad una riflessione: se pensate che le nostre Forze armate vogliano tornare a casa, vi sbagliate per un semplice motivo: perché aver perso 36 uomini non avrebbe più senso. Quindi, a questo punto è inutile stare qui a piangere i nostri soldati, ma bisogna continuare con questa missione. Le missioni umanitarie sono un po' come le guerre: si sa quando iniziano, ma non quando finiscono. Quindi, ci dobbiamo dimostrare uniti. È per questo motivo che Futuro e Libertà per l'Italia voterà convintamente contro la mozione dell'Italia dei Valori (Applausi dei deputati dei gruppi Futuro e Libertà per l'Italia, Popolo della Libertà e Unione di Centro).

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Di amministratore (del 09/03/2011 @ 13:57:40, in Interventi, linkato 922 volte)
DIFESA: PAGLIA (FLI), LEGA NON USI ALPINI PER AUMENTARE I CONSENSI

Roma, 9 mar. (Adnkronos) - "Rispedire in Commissione la proposta di legge che favorisce le regioni dell'arco alpino nel reclutamento di militari volontari nei reparti delle truppe alpine, e' una scelta di grande responsabilita' che sgombera il campo dalle discriminazioni e dai favoritismi'. Cosi' Gianfranco Paglia, maggiore della Folgore e deputato di Futuro e Liberta'.

'Noi non siamo contrari a incentivi per i militari -spiega l'esponente di Fli- ma non e' accettabile che i partiti politici, come la Lega, utilizzino le nostre Forze Armate al solo fine di aumentare i loro consensi a discapito della storia e dell'onorabilita' dei nostri soldati, che difendono l'intera Nazione sulla base di criteri di specializzazione e che nulla hanno a che fare con le logiche territoriali'.

'Se si vuole iniziare a dividere cominciando da chi veste un'uniforme -conclude Paglia- noi non ci stiamo e non ci saremo mai.
Ora dalla commissione Difesa ci aspettiamo che esca un testo che difenda gli interessi degli Alpini e non della Lega".

(Sin/Zn/Adnkronos) 09-MAR-11 13:32
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Di amministratore (del 17/03/2011 @ 15:59:23, in Articoli, linkato 1163 volte)
"FACCIAMOLA DIVENTARE FESTA FISSA DEL CALENDARIO"
GIANFRANCO PAGLIA: L’ITALIA NE HA BISOGNO PER RICORDARE LE RADICI DI UN’APPARTENENZA

di Valter Delle Donne

ROMA. «Vedo una grande partecipazione tra la gente. Si potrebbe fare in modo che la ricorrenza diventi un appuntamento fisso, una data come il 2 giugno. Sarebbe un modo di rinnovare il senso e le ragioni di essere italiani». Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare e deputato di Futuro e libertà, bada all’essenziale. Con la sua biografia potrebbe permettersi il lusso della retorica. Tra i pochissimi italiani viventi a vantare una fiction tv sulla sua biografia, oggi l’eroe di Mogadiscio potrebbe prendersela con i leghisti che non partecipano alle celebrazioni, che hanno scelto di andare al bar pur di non ascoltare l’inno di Mameli. Potrebbe permettersi anche di bacchettarli, di gridare «vergogna ». Non è il suo stile.

■ Maggiore Paglia, non la indigna sapere che quelli del Carroccio fanno di tutto per evitare le celebrazioni?
Vuole sapere come la penso? Io in privato con i deputati della Lega ci parlo. Quando non ci sono in giro telecamere o giornalisti nessuno parla di secessione, anzi.

■ Questo è uno scoop. Anche i parlamentari leghisti sono patriottici?
Ci sono colleghi della Lega che hanno indossato l’uniforme, non posso immaginare che non si sentano fieri di essere italiani esattamente come noi.

■ Intanto gli uomini di Bossi non festeggiano e fanno di tutto per evitare le celebrazioni. Non è mortificante per il nostro Paese?
Una polemica che ingigantiscono in maniera autolesionistica. Lo fa qualche dirigente leghista per avere il titolo sui giornali. Sono stato nove mesi in Veneto per le mie terapie e le posso garantire che non c’era nessuno che manifestava sentimenti anti-italiani. Se Bossi e Calderoli fanno quelle sparate, peggio per loro, secondo me anziché guadagnare voti li perdono.

■ Se pensa a queste celebrazioni chi le viene in mente?
Ai ragazzi della spedizione dei mille, per la maggior parte giovani proprio del Nord. Agli ultimi, dal contadino sconosciuto che avrà contribuito all’unità d’Italia offrendo da mangiare ai garibaldini agli eroi civili dei nostri centocinquant’anni di storia.

■ Eroi come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino o Giorgio Ambrosoli?
Esattamente. Persone che hanno sacrificato la vita per un ideale. Dal più noto all’ italiano destinato a restare anonimo.

■ Il centro di Roma è imbandierato a festa. Una cosa del genere prima succedeva solo per le partite della Nazionale.
È vero, ha ragione. Ma è un fatto di mentalità. In questo abbiamo tanto da imparare gli americani. Se va in America, ogni tanto vede una bandiera a stelle e strisce esposta. Segno che quella è la casa di un reduce di guerra.

■ Un segno di appartenenza...
C’è bisogno anche di quello. Fuori dalla finestra mio padre il tricolore lo tiene esposto da anni.

■ Mentre i leghisti disertano le celebrazioni, nel mondo dello spettacolo e della cultura c’è un fermento di attività senza precedenti. Le sono piaciuti i discorsi di Benigni e Saviano?
Ho apprezzato entrambi: Benigni con la sua estrosità mi ha coinvolto emotivamente, Saviano con la forza della sua parola. Ma mi permetta di citare l’intervento del presidente Giorgio Napolitano, in questo momento rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutti noi.

■ E il riferimento rappresentato dal premier?
Vive un momento difficile. A 75 anni si trova coinvolto in situazioni che, se accertate, danno il senso di una persona che ha bisogno d’aiuto. Quello che leggo sui giornali mi ispira un sentimento di tenerezza.

■ Provava tenerezza anche quando le è arrivata l’accusa di essere un traditore perché aveva scelto di rimanere con Gianfranco Fini?
La campagna di “Libero” mi ha ferito, ma ho avuto modo di replicare e considero la questione chiusa lì.

■ Con Silvio Berlusconi ha avuto modo di parlare?
La prima e ultima volta prima del voto di fiducia del 14 dicembre. Gli ho detto quello che non condividevo, con molta franchezza. Su alcuni aspetti mi ha dato ragione, su altri non ha capito. Ciò che è accaduto dopo, lo sanno tutti.

■ Tante volte c’è la metafora negativa, si dice: questo partito non è una caserma. Come a dire che c’è democrazia interna. Lei che conosce entrambe le realtà condivide questa immagine?
In caserma quando fai una fesseria c’è sempre un commilitone che ti dà un rimprovero o un consiglio. Berlusconi in questi ultimi tempi l’avrà avuto qualcuno che gli ha detto: «Silvio, che stai facendo?». Ogni tanto me lo domando.

■ Un ultimo pensiero, per gli italiani che celebrano questa ricorrenza nelle missioni militari all’estero.
Per me non è l’ultimo, è il primo pensiero. Starò con il cellulare acceso h24. Ho tanti amici nella Folgore che in queste ore sono in Afghanistan. Lì la situazione è molto calda e c’è poco da festeggiare, ma è il loro lavoro e ne sono coscienti.
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