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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di amministratore (del 13/01/2011 @ 17:50:48, in Caserta, linkato 1084 volte)

Fli a Caserta, Paglia: volti nuovi per la città

Il parlamentare medaglia d'oro al valore in Somalia pensa alla strategia: «Alleati col Pdl alle amministrative»

CASERTA — È un eroe prestato alla politica, Gianfranco Paglia. Un eroe vero, come certifica la medaglia d’oro al valor militare che si conquistò in Somalia 18 anni fa: nella battaglia del checkpoint Pasta, dopo aver portato al riparo del fuoco nemico i suoi commilitoni feriti, fu colpito a sua volta e perse l’uso delle gambe. Eletto in Parlamento nel 2008 nelle fila del Pdl, ha scelto poi di seguire Gianfranco Fini nell’avventura di Futuro e libertà. Toccherà a lui, quindi, come massimo esponente del partito del presidente della Camera a Caserta, organizzare la lista per le prossime amministrative di primavera.

Onorevole Paglia, ci sta già lavorando?
«Abbiamo già iniziato a contattare alcuni nominativi. Cercheremo di coniugare due obiettivi: da un lato, mettere in campo volti nuovi e puliti, per rispondere all’esigenza sempre più avvertita di discontinuità, di cambiamento; e dall’altro, far sì che la lista risulti comunque pienamente competitiva. Di sicuro Fli sarà della partita, nella prossima tornata elettorale».

Ma dove si collocherà? I rutelliani dell’Api stanno proveranno a dar vita a un terzo polo, assieme ai dissidenti del Pd: può essere una prospettiva anche per voi?
«Assolutamente no. Posso già anticipare che a Caserta la lista di Fli sarà alleata del Pdl: ho già un accordo di massima in tal senso col candidato sindaco in pectore. Ed oltretutto, credo che anche l’Udc alla fine rimarrà nel fronte del centrodestra».

Perché c’è già un’intesa del nome del candidato sindaco?
«A quanto mi risulta, le due anime del Pdl hanno ormai di fatto convenuto la candidatura di Pio Del Gaudio. Si attende solo l’ufficializzazione. Io sono suo amico da anni e considero quest’ipotesi la migliore possibile. Pio è giovane, ma nel contempo possiede già una lunga esperienza amministrativa. Inoltre, sul suo nome si registra un’ampia convergenza: si può dire che i galloni se li conquistati sul campo».

Quali sono le priorità per il programma che indicherete voi finiani?
«Innanzitutto, rivendicheremo maggiore attenzione per le frazioni. Io abito a Casola e posso dire con cognizione di causa che ci si sente davvero cittadini di serie b: paghiamo le tasse come tutti gli altri, eppure in termini di servizi ci viene restituito poco o nulla. Come pure, è indispensabile un intervento capillare per l’abbattimento di tutte barriere architettoniche. Poi, ovviamente, ci sarebbero le strade, assolutamente indegne. Ma sa che l’amministrazione uscente non è riuscita nemmeno a spendere i soldi che aveva a disposizione?»

A cosa allude?
«Nel 2010 ero riuscito ad ottenere dal governo uno stanziamento per la città di 180 mila euro: sono andati perduti».

Un’ultima domanda: Moffa annuncia che entro fine settimana nascerà alla Camera il gruppo dei ‘responsabili’, con 20 deputati. Ne farà parte anche lei?
«L’ho detto e lo ripeto: non tradirei mai Gianfranco Fini. Per dirla con una battuta, è più facile che torni a camminare».

Pietro Falco
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Di amministratore (del 19/01/2011 @ 16:21:02, in Interviste, linkato 1030 volte)
AFGHANISTAN: PAGLIA (FLI), SCONCERTANTE SPECULARE SU SOLDATO MORTO

Roma, 19 gen. (Adnkronos) - "Trovo sconcertante quanto dichiarato dal presidente dell'associazione Anavafaf, l'ammiraglio Falco Accame". Lo afferma in una nota Gianfranco Paglia, esponente di Fli.

"Senza nessun oggettivo riscontro su quanto accaduto ieri in Afghanistan, egli spara a zero sulla mancanza di protezione dei nostri militari e di conseguenza sulla cattiva condotta delle operazioni colpevolizzando quindi chi, secondo lui, manda allo sbaraglio i nostri soldati. Si e' ben lontani dalla realta' quando si evidenziano differenti protezioni tra il nostro esercito e quello Usa e ci si dimentica delle migliaia di perdite subite dagli americani. Non si cerchi inutilmente un colpevole, non si speculi su tragici eventi: nessun comandante mai vorrebbe perdere un solo uomo, in questi momenti il silenzio e' il modo giusto per rispettare chi e' caduto nell'adempimento del proprio dovere", conclude.

(Sin/Col/Adnkronos) 19-GEN-11 12:46
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Di amministratore (del 22/01/2011 @ 15:32:14, in Articoli, linkato 1816 volte)

Il disgusto di Paglia, invalido di guerra

L'ufficiale dei parà e deputato di Fli contro l'assenza del premier ai funerali di Alessandro Romani mentre si dedicava al bunga bunga.

(21 gennaio 2011)  Gianfranco Paglia «È semplicemente nauseante. Mi fa soffrire scoprire che dal premier c'è stata una mancanza di rispetto così grave verso i caduti». Gianfranco Paglia è un parlamentare e un ufficiale dei parà. Nel 1993 fu uno dei protagonisti della battaglia del Check Point Pasta, il primo scontro su larga scala che trasformò una missione di pace in operazione di guerra. Era un sottotenente di venticinque anni, che fu colpito più volte dai cecchini continuando però a combattere per salvare i commilitoni feriti: un coraggio riconosciuto con la medaglia d'oro al volore militare, ma che da allora lo costringe a vivere sulla sedia a rotelle.

Paglia è deputato del centrodestra, eletto nelle liste del Pdl ha poi deciso di seguire Gianfranco Fini in Futuro e Libertà. E ci tiene ad esprimere il disgusto per l'assenza del premier ai funerali del parà Alessandro Romani mentre invece si dedicava al "bunga-bunga": «Non riesco a descrive quanto sia colpito da quello che è stato pubblicato sul sito de L'espresso. Indipendentemente da quale forza politica esprima il governo, i militare impegnati in missione fanno il loro dovere e lo fanno sempre fino in fondo, rischiando la vita e sempre più spesso morendo. Dispiace scoprire come proprio il capo del governo poi manchi di dispetto al sacrificio per dedicarsi - se verrà confermato quanto emerge dagli atti - ad attività nauseanti».
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Di amministratore (del 07/02/2011 @ 19:28:59, in Articoli, linkato 1625 volte)
L'esempio di Paglia

Egregio direttore, ho tardato qualche giorno perché indeciso se inviarle queste poche righe per esprimere il mio parere sulle considerazioni fatte il 17 gennaio da Romano Biacchi, lungi da me la volontà di polemizzare, né di ergermi a difensore dell'onorevole Gianfranco Paglia , non ne ha bisogno, per lui parlano i fatti.

Nel 1994 l'allora sottotenente Paglia in forza alla Folgore fu inviato nell'operazione Ibis in Somalia, in uno scontro a fuoco al ceck-point Pasta. Seppur ferito gravemente continuò l'azione salvando la vita di alcuni suoi commilitoni. Per quella azione, che lo costringe in carrozzina per tutta la vita. Fu insignito della più alta onorificenza, la Medaglia d'oro al Valor militare.

Tolta la divisa, decise di servire in altro modo il Paese, si candidò nelle liste di Gianfranco Fini, fu subito eletto e con la stessa determinazione di quando indossava la divisa, iniziò il suo impegno civile.

Bene, «che c'azzecca», direbbe il Tonino nazionale, con tutto ciò la tragedia di Nassirija? Cosa c'entra la disgrazia della Meloria? Cosa c'entra la bandiera rossa? Ancora una volta la scelta fatta dall'onorevole Paglia di schierarsi con Fini è la più difficile, sarebbe stato più comodo rimanere nel «gregge dei garantiti ».

Non ha ceduto alle lusinghe del potere e si è rimesso in gioco.

Veda, egregio direttore, il nostro è un Paese strano in cui alcuni dei nostri giovani vengono inviati in tutte le parti del mondo per difenderci dal terrorismo, per salvaguardare la loro e la nostra libertà, per rendere più forte la democrazia. Purtroppo, 36 di loro sono caduti nell'adempimento del loro dovere, ma sono sicuro che sono volati in quell'angolo di cielo riservato agli eroi.

Mentre succede questo, altri giovani (tutti di sesso femminile e tassativamente belle) vengono invitate in lussuose ville per fare il bunga bunga ed altro... Ma da quale parte si doveva schierare il maggiore onorevole Paglia se non dalla parte della Folgore, degli Alpini, con tutti gli Italiani che quotidianamente adempiono al loro dovere senza nulla chiedere al potente di turno.

Germano Folli
Parma, 24 gennaio
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