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Intervista per "Clandestinoweb"
Di amministratore (del 27/07/2011 @ 18:20:15, in Interviste, linkato 1323 volte)
INTERVISTA A PAGLIA (FLI): "MENO CONTINGENTI? TORTO AI MILITARI"

Di MIRIAM GIANGIACOMO - All'indomani della morte di David Tobini in Afghanistan, e dopo la votazione in Senato sul rifinanziamento delle missioni all'estero, in Italia si creata una situazione al limite del paradossale: da un lato la ragion di Stato, espressa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il quale la presenza in Afghanistan un dovere internazionale, dall'altro lato il sentimento popolare degli italiani che vedono morire i propri ragazzi in missione.
Una situazione difficile da districare, sulla quale Clandestinoweb ha chiesto un parere a Gianfranco Paglia, deputato di Futuro e Liberta' .

- Una matassa difficile da districare, quella riguardante le missioni all'estero, in cui si scontrano posizioni opposte. Qual'è il suo parere?


"La storia insegna che abbandonare questo genere di missioni un gesto che si ritorce contro chi lo compie, un esempio puo' essere cio' che accaduto in Somalia. Le missioni del resto sono un po' come le guerre, si sa quando iniziano ma non quando termineranno. Ma del resto se ne conoscono i rischi. Pero' spesso si dimentica che i nostri soldati non rappresentano il governo, ma lo Stato e non fanno differenze tra centrodestra e centrosinistra. Io penso che siano coloro che rappresentano meglio di altri la nostra nazione".

- Cosa pensa quindi della posizione di Giorgio Napolitano, che sostiene la necessita' della permanenza dei nostri soldati in Afghanistan?

"Sono d'accordo con lui, perche' si fa un torto ai militari dicendo che necessario ridurre i contingenti a causa della mancanza di fondi. E' questo che deve capire il mondo politico. E condivido le affermazioni del Capo dello Stato quando dice che abbiamo l'obbligo internazionale di restare in Afghanistan. Oltre a questo c' anche l'obbligo morale che tutti dovrebbero avere, ovvero quello di fare del bene agli altri".

- Quella in Afghanistan doveva essere una missione di pace, ma i ragazzi italiani continuano a morire...

"Le missioni di pace non esistono: si tratta di missioni nate per portare la pace, ma si sa che i militari corrono dei rischi, altrimenti manderemmo missioni internazionali con tanto di bandiere recanti la scritta 'pace'. Noi siamo qui a parlare di Afghanistan, ma potremmo parlare anche del Libano, dove c' una pentola a pressione che non esplode solo perche' ci sono i nostri militari. O dell'ex Jugoslavia, dove grazie alle missioni si puo' andare in vacanza a Sarajevo. Altrimenti potremmo fare come la Svizzera, chiuderci nel nostro cortile e guardare cosa avviene al di fuori. Ma io credo che l'Italia non possa farlo, perche' fortunatamente possiede dei valori molto piu' alti".