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21/07/12 - Corriere Nazionale: "Sugli F35 polemiche strumentali, intervista all'On. Paglia (FLI)"
Di amministratore (del 22/07/2012 @ 19:00:50, in Articoli, linkato 1352 volte)
Sugli F35 polemiche strumentali
Paglia (FLI): «Siamo chiamati per missioni Nato e Onu, naturale rinnovare i mezzi»

di Aldo Fiordelli

PERUGIA- C’è la crisi, bisogna tagliare, è la conclusione come di una giaculatoria in ogni settore, azienda, progetto in questo momento di grave debolezza dei mercati finanziari e reali. Nel mirino, non di un’arma nemica in senso stretto, ma non per questo meno pericolosa, finiscono ancora una volta le risorse militari italiane.
“La coperta è corta, d’accordo, bisogna tagliare - conferma Gianfranco Paglia, deputatodel FLI - la borsa di ogni ministero è stata ridotta, ma la Difesa mi sebra che stia facendo la propria parte. Il ministro anzi sembra avere le idee chiare sul da farsi, rispetto anche a quanto annunciato. La proposta di accorpare alcune brigate come la Friuli alla Folgore, ma anche la riduzione degli F35, vanno in questa direzione. Chi - continua l’ex ufficiale medaglia d’oro al valor militare - sostiene che i tagli agli F35 o più in generale i tagli alla Difesa siano insufficienti, sostiene una polemica strumentale. Quando veniamo chiamati in missioni internazionali esportazione della democrazia, missioni Nato o delle Nazioni Uniti alle quali abbiamo deciso di fare parte, non possiamo non essere in grado di fronteggiare le situazioni che si prospetteranno. Velivoli obsoleti devono necessariamente essere rinnovati, non si può pensare ogni volta unpo’ demagogicamente alla Difesa». L’onorevole Paglia aggiunge anche un altro pezzo al puzzle dei costi per la Difesa. «Queste missioni vanno sostenute non in una chiave d’interesse commerciale. Non esiste un “do ut des” delle missioni che ritorna a livello europeo sotto forma di aiuti o di impegno finanziario nei confronti dell’Italia in questo momento di crisi. Il ritorno da queste missioni viene dall’obiettivo di lasciare la democrazia in paesi dove i diritti civili non venivano rispettato. Se poi in regioni come la ex Jugoslavia, per esempio, oggi si vive una situazione di pace e i nostri imprenditori possono andare a investire oltre che i turisti a tascorrere le vacanze, è una conseguenza indiretta.
Ci sono anche forze politiche che la pensano diversamente. «Perché il ministro della Difesa parla di furore ideologico quando si vogliono tagliare spese per armamenti, nella fase di grande difficoltà Paese?» chiede ad esempio Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà, replicando su Twitter all’intervista in cui il ministro della Difesa ha difeso la scelta dell’acquisto degli aerei F35. «Non è forse giunto il momento - conclude Vendola - per porre il problema della riconversione a scopi civili dell’industria bellica? Con il no a F35 basta sperperi».
Ma la storia della Repubblica dimostra che, se ci sono stati voti bipartisan in Parlamento, sono stati sempre quelli di politica estera, dettati dagli impegni in chiave internazionale Nato e Onu. Basti ricordare la missione proprio nella ex-Jugoslavia autorizzata allora da D’Alema.