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\\ Blog : Storico : Interviste (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di amministratore (del 27/07/2011 @ 18:20:15, in Interviste, linkato 924 volte)
INTERVISTA A PAGLIA (FLI): "MENO CONTINGENTI? TORTO AI MILITARI"

Di MIRIAM GIANGIACOMO - All'indomani della morte di David Tobini in Afghanistan, e dopo la votazione in Senato sul rifinanziamento delle missioni all'estero, in Italia si creata una situazione al limite del paradossale: da un lato la ragion di Stato, espressa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il quale la presenza in Afghanistan un dovere internazionale, dall'altro lato il sentimento popolare degli italiani che vedono morire i propri ragazzi in missione.
Una situazione difficile da districare, sulla quale Clandestinoweb ha chiesto un parere a Gianfranco Paglia, deputato di Futuro e Liberta' .

- Una matassa difficile da districare, quella riguardante le missioni all'estero, in cui si scontrano posizioni opposte. Qual'è il suo parere?


"La storia insegna che abbandonare questo genere di missioni un gesto che si ritorce contro chi lo compie, un esempio puo' essere cio' che accaduto in Somalia. Le missioni del resto sono un po' come le guerre, si sa quando iniziano ma non quando termineranno. Ma del resto se ne conoscono i rischi. Pero' spesso si dimentica che i nostri soldati non rappresentano il governo, ma lo Stato e non fanno differenze tra centrodestra e centrosinistra. Io penso che siano coloro che rappresentano meglio di altri la nostra nazione".

- Cosa pensa quindi della posizione di Giorgio Napolitano, che sostiene la necessita' della permanenza dei nostri soldati in Afghanistan?

"Sono d'accordo con lui, perche' si fa un torto ai militari dicendo che necessario ridurre i contingenti a causa della mancanza di fondi. E' questo che deve capire il mondo politico. E condivido le affermazioni del Capo dello Stato quando dice che abbiamo l'obbligo internazionale di restare in Afghanistan. Oltre a questo c' anche l'obbligo morale che tutti dovrebbero avere, ovvero quello di fare del bene agli altri".

- Quella in Afghanistan doveva essere una missione di pace, ma i ragazzi italiani continuano a morire...

"Le missioni di pace non esistono: si tratta di missioni nate per portare la pace, ma si sa che i militari corrono dei rischi, altrimenti manderemmo missioni internazionali con tanto di bandiere recanti la scritta 'pace'. Noi siamo qui a parlare di Afghanistan, ma potremmo parlare anche del Libano, dove c' una pentola a pressione che non esplode solo perche' ci sono i nostri militari. O dell'ex Jugoslavia, dove grazie alle missioni si puo' andare in vacanza a Sarajevo. Altrimenti potremmo fare come la Svizzera, chiuderci nel nostro cortile e guardare cosa avviene al di fuori. Ma io credo che l'Italia non possa farlo, perche' fortunatamente possiede dei valori molto piu' alti".
 
Di amministratore (del 29/04/2011 @ 22:17:27, in Interviste, linkato 639 volte)
L'On. Paglia sui tagli all'Esercito e le Missioni all'Estero


- On. Paglia, recentemente ha criticato l’On Berlusconi per aver ventilato l’idea che l’Italia possa ridimensionare o abbandonare certe missioni militari all’Estero.

" Io non credo che decisioni simili possano essere prese da una persona sola, si tratta di accordi internazionali e come tali vanno rispettati. Se poi si parla tanto per dire qualcosa, allora meglio parlare d'altro e lasciare in pace i nostri militari. "

- Crede che, al contrario, la Difesa dovrebbe vedersi attribuite più risorse?
" Certamente si, che vi siano stati tagli indiscriminati lo dimostra il fatto che lo stesso governo approverà un decreto per stanziare un assegno una tantum proprio per chi veste una divisa."

- Pensa anche a un maggior numero di uomini sotto le armi?
"Vede io non penso, leggo i dati e mi sembra che siamo sotto organico."

- Come giudica l’invio di Istruttori Militari in Libia?
"E' l'inizio di un cambio di rotta, o si partecipa a pieno titolo o no: a mezzo servizio non è previsto. "

- Ritiene possibile, vista la situazione odierna, un effettivo ritiro dei contingenti ISAF dall’Afghanistan entro il 2014?
"Di previsioni se ne possono fare tante, aspettiamo il 2014 e poi valutiamo la situazione sul territorio, mai lasciare un lavoro incompiuto: la Somalia insegna."

- Come vede l’iniziativa di Karzai che cerca una riconciliazione con i Talebani?
"La vedo come una soluzione più veloce ma meno sicura, bisognerebbe fidarsi dei talebani."

- Non pensa che in elezioni democratiche ci sarebbe il rischio, come avvenne in Algeria, che gli integralisti islamici ritornino al potere anche in Afghanistan?
"Certamente questo rischio c'è, ma bisogna dare la possibilità a tutta la popolazione di esprimersi liberamente e non sotto minaccia."

- Se avvenisse un ritorno al periodo oscuro dei talebani come crede che reagirebbe la Comunità Internazionale?
" Certamente con determinazione, ormai situazioni che mettono in pericolo la vita di tante persone non è più accettabile. "
 
Di amministratore (del 19/01/2011 @ 16:21:02, in Interviste, linkato 964 volte)
AFGHANISTAN: PAGLIA (FLI), SCONCERTANTE SPECULARE SU SOLDATO MORTO

Roma, 19 gen. (Adnkronos) - "Trovo sconcertante quanto dichiarato dal presidente dell'associazione Anavafaf, l'ammiraglio Falco Accame". Lo afferma in una nota Gianfranco Paglia, esponente di Fli.

"Senza nessun oggettivo riscontro su quanto accaduto ieri in Afghanistan, egli spara a zero sulla mancanza di protezione dei nostri militari e di conseguenza sulla cattiva condotta delle operazioni colpevolizzando quindi chi, secondo lui, manda allo sbaraglio i nostri soldati. Si e' ben lontani dalla realta' quando si evidenziano differenti protezioni tra il nostro esercito e quello Usa e ci si dimentica delle migliaia di perdite subite dagli americani. Non si cerchi inutilmente un colpevole, non si speculi su tragici eventi: nessun comandante mai vorrebbe perdere un solo uomo, in questi momenti il silenzio e' il modo giusto per rispettare chi e' caduto nell'adempimento del proprio dovere", conclude.

(Sin/Col/Adnkronos) 19-GEN-11 12:46
 
Di amministratore (del 03/12/2010 @ 11:08:28, in Interviste, linkato 1487 volte)
Gianfranco Paglia (Fli), dalla guerra in Somalia a Montecitorio: “Non tradisco Gianfranco Fini”

Claudia Daconto


“Io tutte queste divisioni in Futuro e Libertà non le vedo, anzi, sono convinto che arriveremo compatti al voto sulla fiducia al governo del 14 dicembre”. Ma allora perché non si fa altro che parlare di “falchi” e “colombe” dentro al partito di Gianfranco Fini? “Per uno che è stato nella Folgore essere definito una colomba sembra poco appropriato”.

Eppure del gruppo dei cosiddetti futuristi “moderati” farebbe parte anche lui, Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valor militare dopo essere rimasto gravemente ferito alle gambe nel corso di una battaglia a Mogadiscio quando, nel 1993, partecipò, come paracadutista, alla missione Unisom II in Somalia. Su quello che deciderà di fare il 14 dicembre Futuro e Libertà non ci sono ancora decisioni formali. Per i momento l’ipotesi più quotata resta quella di presentare una mozione di sfiducia insieme all’Udc (che però potrebbe anche decidere di astenersi in virtù di presunti accordi tra Casini e Berlusconi) e di votarla assieme ai partiti di opposizione. Lo stesso Gianfranco Fini ha ripetuto che “se si votasse domani non avremmo alcun dubbio. Il nostro sarebbe un voto di sfiducia a Berlusconi, senza se e senza ma”.

Tuttavia è noto che alle posizioni granitiche dei vari Bocchino, Briguglio e Granata, hanno sempre fatto da contraltare i moderati come Moffa, Menia, Polidari, Consoli, lo stesso Paglia, tesi nello sforzo di tenere aperta la difficilissima trattativa con il Cavaliere fino all’ultimo momento.

On. Paglia, il partito è spaccato o no?
Al di là delle posizioni personali di ciascuno, sono convinto che qualunque sia la decisione che verrà presa, il partito voterà compatto.

Hanno fatto effetto le minacce di espulsione lanciate da Granata?
Granata ha commesso un errore e lo ha riconosciuto pur avendo specificato di essere stato mal interpretato.

Si dice sempre così…
E’ vero, in politica accade spesso di esternare per poi fare marcia indietro. Nelle forze armate non andava così: si è molto più decisi. Comunque Granata si è scusato e l’incidente è rientrato.

E’ vero che tra voi futuristi, o almeno tra alcuni di voi, si starebbe facendo largo l’ipotesi di astenersi piuttosto che votare la sfiducia?
Ad oggi non saprei dirle quale delle due opzioni sarà adottata. Lo decideremo con il presidente Fini probabilmente non prima del 13 dicembre. Se si tratterà di una mozione di sfiducia comunque la voteremo tutti e dispiace che il premier, Silvio Berlusconi, ci dia per questo dei traditori. Sono una persona che tiene molto ai valori e quello che ho visto in questi mesi non mi è piaciuto: la politica è diventato un campo di battaglia, gli avversari sono diventati nemici.

Sta meditando un addio?
No, per ora seguo il gruppo, ma se proprio devo “tradire” qualcuno preferisco tradire Berlusconi che Fini.

Mettiamo che il 14 il governo non ottenga la fiducia o la ottenga grazie a qualche assenza o astensione ma senza poter contare su una maggioranza che gli eviti di logorarsi in breve tempo. A quel punto la via migliore qual è?
Certamente non le elezioni anticipate. Dico questo non perché Fli ne abbia paura o perché io personalmente sia attaccato alla poltrona che, per altro, mi porto ogni giorno da casa. Sarebbe molto meglio se Berlusconi si convincesse a fare un passo indietro riconoscendo che la maggioranza attuale è cambiata e, per via dei nuovi scenari mondiali, anche il programma.

Dovrebbe far entrare l’Udc? Ma la Lega non vuole…
E’ da parecchio tempo che Berlusconi sta lavorando a un’alleanza con l’Udc, chissà perché, però, quando ne parliamo noi non va più bene.

E l’ipotesi del terzo polo con Fli, Udc e Api?
Non so immaginare scenari futuri da fantapolitica.

Perché allearvi con l’Udc sarebbe fantapolitica?
No, assolutamente. Lo sarebbe allearsi con il Pd da cui siamo troppo distanti anche se, devo ammettere, che ho conosciuto tanti colleghi del Pd che tutto sono meno che di sinistra.

Che giudizio dà lei di questo governo?
Dentro il governo e il Pdl ci sono persone, lontane da Fli, che ho sempre stimato e apprezzato.

Per esempio?
Per esempio i ministri Maroni e Brunetta.

Chi sarà il futuro leader del centrodestra in Italia?
Senza dubbio Gianfranco Fini.

E Berlusconi?
Berlusconi ha 74 anni.

Dovrebbe pensare alla pensione?
O a quello oppure a una nuova maggioranza allargata all’Udc che mi sembra possa essere la mossa più intelligente per dare al Paese la reale possibilità di guardare avanti evitando elezioni anticipate che, in questo momento, non servirebbero a nessuno.

 
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